“LAA” di Hannover 2010

Lo Iaa di Hannover si con­ferma ancora una volta la vetrina più importante a livello internazionale. Anche in un momento di crisi profonda le novità  di prodotto non sono mancate. Forse non eclatanti come quelle di altre edizioni, ma rappresentano comunque un segno importante di vitalità  per un settore che viaggia con il freno a mano tirato, soprattutto in Europa. Non è cosଠin Cina e in Sud America dove la cre­scita è a due cifre e il trasporto pubblico concede ancora ampi margini di sviluppo.

 

Costruire in Cina e vendere in Europa

Nelle strategie dei maggiori costruttori la Cina è tratteggia­ta come la ‘grande fabbrica’ capace di sfamare non solo il mercato interno ma anche pro­durre componenti e mezzi finiti da esportare pure in Europa. «Il punto fondamentale è il letargo dei mercati europei, ormai ma­turi, confrontati con le impor­tanti performance delle nostre attività  in America Latina e in Cina», parole di Paolo Mon- ferino amministratore delegato di Iveco che prosegue, «stiamo inoltre valutando l’opportunità  di esportare i nostri prodotti provenienti dalla joint venture cinesi, non soltanto per i merca­ti meno sofisticati, ma anche, in futuro, sul nostro mercato do­mestico». E i programmi per il mercato europeo? Tenere la po­sizione (alias quote di mercato), coccolare il cliente con soluzio­ni post vendita cucite su misura e proporre motorizzazioni sem­pre meno impattanti. Archiviato l’Euro 5, ancora ostentato come un plus pur essendo un obbligo, i costruttori guardano all’Euro 6 che porterà  in dote qualche complicazione in più. Come si­stemi di sovralimentazione mul­tipli, iniezioni più spinte (vedi il nuovo common rail Delphi da 3.000 bar che sostituirà  i pom­panti Volvo) il tutto condito con post-trattamento a base di urea tecnica, ricircolo dei gas di sca­rico e, in qualche caso, anche con il filtro antiparticolato. Ma questo è il futuro, il presente è fatto di autobus ibridi diventati maturi e disponibili sul mercato e di trasmissioni (vedi Zf) chia­mate sempre di più a ottimizza­re i consumi e ad aumentare il comfort.

 

Evobus: Mercedes con lo Sprinter, sellerie per Setra

Con 36.157 unità  collocate Evobus si è confermata anche nel 2009 la là¬der maxima in Eu­ropa, con una quota di mercato che si attesta al 25 per cento, addirittura il 30 nel bacino occi­dentale. Non che si tratti di una notizia di primissima mano, ma è il dato che emerge prepotente­mente dallo scenario di uno Iaa che fa ben sperare per un futuro prossimo che ormai si chiama 2011. Come noto, Evobus non rappresenta solamente i lunghi al servizio del trasporto urba­no, suburbano e turistico, ma giganteggia anche nel piccolo, in senso strettamente dimensio­nale, cioè nei derivati dove lo Sprinter macina numeri da pri­ma donna. A queste performan­ce si dovranno contabilizzare anche quelle dell’ultimogenito, lo Sprinter City 77, un minibus svelato allo Iaa che trova il suo habitat in città  e si insedia sul­lo scalino più alto del podio di famiglia, scalzando il City 65 e distaccandolo di un metro di lunghezza e di dieci posti in base all’allestimento. Fino al montante non si discosta da uno Sprinter convenzionale, ma nel complesso gli 8,7 metri si fanno notare per il doppio asse posteriore; con un peso totale a terra di 6,8 tonnellate il City 77 ha una capacità  di 40 passegge­ri. Oltre al numero di persone a bordo, il tre assi qualifica la propria natura di urbano con il pianale totalmente ribassato, la duplice porta a doppio batten­te, lo kneeling per agevolare le operazioni di salita e di di­scesa e la larghezza di appena 1,99 metri. In cabina di regia il 4 cilindri da 163 cavalli e 37,7 chilogrammetri.

 

I sedili tedeschi visti da vicino

Per il turismo d’elite nascono i Setra Route e i Voyage, con i Voyage Plus e i Voyage Supre­me al vertice dell’offerta. Pannelli laterali in alluminio e sedute su strutture a molle, con intelaiatura del sedile su siste­ma a doppio tubo in alluminio delineano l’identikit dei sedili Setra, che portano cosଠin dote la riduzione del peso, oltre ai vantaggi ergonomici. L’angola­zione è stata resa più perpendi­colare e un dispositivo consente al sedile di tornare automatica­mente in posizione originaria, una volta sgravato dal peso del passeggero (su richiesta il me­desimo meccanismo è previsto per i poggiapiedi), che utilizza una cintura a due punti (a tre punti è invece optional). Di serie il Setra Voyage dispone di schienali regolabili, regola­zione laterale, doppie maniglie di sostegno, bracciolo ribaltabi­le e rete portaoggetti; le versio­ni al top del listino, che come anticipato sono la Voyage Plus e la Voyage Supreme, hanno te­stiera e bordini di serie in pelle (a richiesta in tessuto). A livello tecnico si saluta l’arrivo del 6 cilindri in linea a norma Eev senza filtro antiparticolato. Visto per la prima volta in occasione del Transport Publics di Parigi 2010, è sbarcato ad Hannover l’Irisbus Citelis da 12 metri con sistema di trazio­ne ibrido in serie, realizzato a quattro mani con Bae System che fornisce il convertitore, le batterie, il generatore comple­to di funzione Stop&Start. Il motore endotermico, montato trasversalmente in coda, è il Tector da 5,9 litri da 300 caval­li ed emissioni Eev. L’energia elettrica per alimentare il mo­tore elettrico da 120 chilowatt è fornita dal generatore da 140 chilowatt e dalle batterie agli ioni di litio montate sul tetto ca­paci di immagazzinare l’energia recuperata in frenata.

 

Per i piccoli scende in campo Isuzu

Bella uscita anche per il Anadolu-Isuzu che ha riproposto la gamma presentata in anteprima al Busworld di Kortrijk 2009. Si parte con il Turquoise, per li­nea e turismo a 32 posti per 7,7 metri di lunghezza con motore made in Japan da 190 cavalli Euro 5 o Eev. Per il segmento urbani risponde, invece, il Citymark da 9 metri con pavimen­to interno su piani differenti e motore, sempre Isuzu, da 204 cavalli. A chiudere il ‘corto’ da 7,2 metri battezzato Novo e di­sponibile in due differenti ver­sioni: standard e Ultra. Sull’an­teriore batte il 5 litri Isuzu che per il modello standard eroga 155 cavalli e 190 per il top che presenta anche un allestimento più ricco e può avvalersi del retarder. Importante accordo commer­ciale e lancio del tanto atte­so tre assi (già  avvistato sulle autostrade italiane). Questa, in sintesi, lo Iaa della cinese King Long che ha annunciato la crea­zione di un joint venture, la Klc Bus costituita da Cacciamali (con il 40 per cento), da King Long China (20 per cento) e da King Long Italia (40 per cento). Il nuovo soggetto realizzerà  au­tobus urbani negli stabilimenti cinesi King Long da destinare ai mercati italiano e polacco. I modelli saranno marchiati Cac­ciamali e copriranno il segmen­to tra gli 8 e i 12 metri. Per tutti è previsto il motore Cummins (Euro 5 ed Eev), il cambio Zf e sistemi Vdo. Klc Bus è stata costituita specificatamente per il mercato italiano mentre in Po­lonia opererà  la Klp. Un joint venture, quest’ultima, le cui quote sono cosଠripartite: 60 per cento di Cacciamali, 20 per cen­to King Long Italia e il restante 20 di King Long China. Sul versante prodotto, come ac­cennato, si è visto per la prima volta l’Xmq 6130Y, il 13 metri a tre assi con una capacità  da 51 a 59 passeggeri (con o sen­za toilette). Certificato Euro 5 affida il tiro all’8,9 litri Cum­mins da 400 cavalli che lavora in tandem alla trasmissione Zf (6 marce o Astronic).

Due piani d’autore per Neoplan

Prima mondiale per lo Skyliner a due piani da 14 metri e 4 di altezza. Dimensioni importan­ti che il costruttore tedesco è riuscito ad addolcire con det­tagli stilistici di pregio. Come la coda evidente con lunotto a V, i nuovi passaruota sagomati, i rivestimenti cromati nonchè i grandi fari in vetro trasparente. Grande cura anche per gli interni che ospitano 83 posti a sedere più i due di servizio. Al top la climatizzazione gra­zie all’impianto a due zone che consente la regolazione separata della temperatura dei due piani. I due climatizzatori raggiungono complessivamente una potenza di raffreddamento di 56 chilowatt, cioè il 40 per cento in più rispetto al modello precedente. Di alto livello anche la mec­canica e l’elettronica correlata con il Man D26 da 505 cavalli in cattedra e il cambio Tipmatic con Easystart a trasferire il moto alle ruote. La produzione dello Skyliner a due piani sarà  avviata a partire dal 2012, ma già  dalla prossima primavera alcuni clienti selezionati potran­no provarlo su strada. Dalla scuderia Man scalpita, invece, il Lion’s City Hybrid, disponibile per il mercato eu­ropeo. L’ibrido in salsa Man è spinto da due motori elettrici ciascuno con una potenza di 75 chilowatt e da un motore endotermico da 6,8 litri da 250 cavalli. Durante la frenata i due motori elettrici fungono da generatori e trasformano l’energia di frenata in energia elettrica che viene accumulata in sei moduli Ultracap posizionati sul tetto. Il Lion’s City Hybrid è in circolazione da 2001 come prototipo e ad oggi sono stati percorsi lOOmila chilometri. Tra i tanti mezzi esposti in molti avranno notato il Volkbus 18.320 di Volkswagen rea­lizzato da Marcopolo (Paradiso 1200 G7) per il mercato del Sud America. Lungo 13 metri con un passo di 7.250 millimetri offre 36 posti a sedere. A chiu­dere il capitolo Man ci pensa il nuovo motore a gas E0836 Loh da 6,8 litri disponibile nelle versioni a 220 e 280 cavalli re­alizzato per gli autobus urbani e interurbani.

 

Per l’esiziano Mcv un urbano inglese

Presente all’appello anche l’Mcv (Manufacturing com­mercial vehicles), costruttore egiziano nato nel 1994 come agente generale della Daimler con attività  di assemblaggio dei truck. Sotto i riflettori dello Iaa hanno trovato posto due turisti­ci (Mcv 500 e 600) già  visti in occasione dell’edizione 2010. Ad affiancarli il C124 Rie, un urbano low entry (due gradini interni per salire alla zona po­steriore) da 12 metri, sempre su telaio Mercedes con l’I 1,9 litri da 300 cavalli a 2.000. giri. Guida a destra per questo urba­no destinato a prendere servizio in Inghilterra, unico Paese eu­ropeo dove Mgv ha un proprio distributore. Otokar, costruttore turco ha presentato la serie Territo, per ora composta da un solo model­lo denominato Territo U,.un 12 metri che Otokar ha realizzato per essere ancora più compe­titiva nel mercato europeo nel segmento del trasporto urbano/ navetta. Mosso dal 6 cilindri Deutz da 7,2 litri da 290 caval­li presenta una struttura in ac­ciaio zincato e pannellature in materiale composito per conte­nere il peso. Assale anteriore è indipendente mentre l’impianto frenante, a doppio circuito, è di tipo pneumatico e agisce sui freni a disco il tutto arricchito dai sistemi Abs, Asr, Ebs e Esc. Bollino ‘new’ anche Der la serie Kent (presentata nel 2009) ora disponibile anche con segnale­tica interna in alfabeto Braille e per la serie Vectio che si ar­ricchisce di un modello da 10 metri mosso dal 6,8 litri Man da 250 cavalli.

Scania allarga la gamma dei turistici

Al modello Touring a due assi da 12 metri, visto per la prima volta nel 2009 a Kortrijk, Sca­nia aggiunge il tre assi da 13,7 metri con due livelli di allesti­mento: Comfort e Premium. Entrambi equipaggiati con toi­lette centrale e cucinotto opzio­nale. Climatizzatore sul tetto e il riscaldamento a convettore sono di serie (in optional è di­sponibile il riscaldamento au­tonomo). I cristalli laterali e il lunotto sono doppi e azzurrato e l’impianto audio-video in­clude il monitor Lcd da 17″ in posizione anteriore e centrale. In coda è previsto il 6 cilindri in linea da 12,7 litri disponibile a 400 e 440 cavalli. Allo stand Scania anche l’Omnicity da 12 metri con pianale ribassato su tutta la lunghezza, per il merca­to britannico è proposto anche in versione a due piani. Tutte le motorizzazioni sono Eev com­patibili con tutti i carburanti: gasolio, biodiesel, gas natura­le, biogas e etanolo. In tema di carburanti alternativi Scania ha presentato due modelli del 9,3 litri a gas con potenze da 270 e 350 cavalli con valori di coppia, rispettivamente di 112 e 127 chilogrammetri. L’ultima fatica di Solars, inve­ce, si chiama Urbino 18 Hybrid, un ibrido parallelo realizzato in collaborazione con Vossloh. Ol­tre al 6 cilindri Cummins da 285 cavalli Eev e al classico motore elettrico (240 kW), il 18 metri Solaris è equipaggiato con bat­terie al litio e supercapacitori. La scelta di questo binomio ha ragioni specifiche. Le batterie, infatti, hanno bisogno di più tempo per ricaricare, ma sono in grado di immagazzinare più energia. I supercondensatori, invece, assorbono rapidamente energia elettrica e si scaricano altrettanto velocemente. Il bus inoltre dispone di un sistema di ricarica batteria esterna, un plug-in che consente la connes­sione con una sorgente esterna. Altra peculiarità  dell’ibrido Solaris è l’assenza del riduttore che accresce il comfort e l’effi­cienza. Intanto, a un anno dalla presentazione come prototipo, l’InterUrbino 12 diventa una realtà . Solaris, infatti, ha annun­ciato di aver avviato la conse­gna dei primi esemplari.

Temsa Md C9: meccanica al top e ricca dotazione

Mostra i muscoli il costruttore turco che coglie l’occasione della biennale tedesca per il lan­cio del 9,3 metri battezzato Md C9. Si tratta di un corto-medio raggio che strizza l’occhio al turismo grazie a una dotazione particolarmente ricca. Un midi con una capacità  di 39 posti, due rototraslanti, tre gradini per l’accesso all’interno e una drive line d’eccellenza. Con il 6 cilin­dri Man da 6,8 litri tarato a 250 cavalli per una coppia massima di 101 chilogrammetri e il cam­bio automatico targato Allison. Punta sulla polivalenza an­che la belga Van Hool che ha proposto l’Alton, un low floor (1.055 millimetri) da 12,2 me­tri motorizzato Daf Eev. Stesse caratteristiche e prima mondiale per la gamma Atlino, due mo­delli da 12,2 e 13 metri, ma con pianale ancora più basso: 860 millimetri. Tra le chicche proposte da Van Hool spicca il T917 Aitano realizzato per la tedesca Reisenclub. Si tratta di un 5 stelle con un sistema indi­viduale audio e video, tetto in cristallo, cucina di lusso e molti altri accorgimenti che rendono questo 13,2 metri un extralusso del settore turismo. A chiudere l’offerta ci pensa l’A330 hy­brid, un diesel-elettrico che sta riscuotendo una grande succes­so commerciale. Van Hool ha dichiarato di averne consegnati più di cento, tra cui gli 81 alla De Lijn (l’azienda di trasporto pubblico fiamminga) e i 24 a Connexxion (Paesi Bassi). A portafoglio ci sono altri ordi­ni importanti come quello alla città  di Beauvais (Francia) e a Milano.

 

Vdlt svolta storica dietro il logo

In questo caso il restyling del ‘logo’ non è solo un’operazione di facciata ma nasconde una pre­cisa politica industriale tesa alla razionalizzazione e all’efficien­za produttiva. I brand Daf bus, Jonckheere, Berkhof, Kusters e Bova, che oggi gravitano sotto l’ombrello di Vdl bus&coach, accoglieranno il marchio Vdl cosଠda creare «un’identità  co­mune, rafforzando la posizione sul mercato». Vdl bus&coach fa parte del gruppo Vdl Groep (79 aziende controllate in 16 paesi e 6.800 dipendenti) e punta a diventare uno tra i primi tre co­struttori europei. Al tema prodotti si smarcano la serie Futura (vedi presentazione Autobus ottobre 2010) e la serie Citea, presentata in occasione dello Uitp 2007 di Helsinki, e premiata Bus of the year 2011. Viseon dopo il varo del C10 (Autobus maggio 2010) allarga la propria offerta introducendo a listino due nuovi modelli. Al 10,4 metri, infatti, si affiancano il C13, due assi da 12,7 metri e il 14 metri doublè deck battez­zato Lddl4. Entrambi i modelli ripropongono le linee originali inaugurate da Michael Strecher sul C10 con la riproduzione della ‘V’ di Viseon ovunque la carrozzeria lo consenta. Ripro­posta in blocco anche la mecca­nica con il motore Man al tiro (400 cavalli) e il sei marce Zf a trasferire il moto alle ruote. In versione 4 stelle il C13 tra­sporta 48 passeggeri che diventano 44 nella versione a 5 stelle. Numeri che si triplicano con il due piani che arriva a trasporta­re 133 persone.

Volvot due gamme, il 9 litri e tara più lesserà 

Il gruppo svedese ha presenta­to due inediti: il 9500 e la serie 8900. Il primo è un medio rag­gio da 12,3 metri che ha tutte le credenziali per porsi sul merca­to con un prezzo contenuto. La motorizzazione, per esempio, è affidata al 6 cilindri Volvo da 9 litri da 380 cavalli e non al 13 litri che muove i Volvo 9700 e 9900. Il nuovo 12 metri ha una capacità  tra i 49 e 55 passeggeri ed è caratterizzato da una dota­zione standard molto basic ma implementabile con una lunga lista di optional. Il Volvo 9500, disponibile dal 2011, sarà  as­semblato nello stabilimento di Wroclaw (Polonia). Al via anche la gamma 8900, interurbani particolarmente leg­geri, con consumi e impatto am­bientale contenuti. Per centrare questi obiettivi i tecnici Volvo hanno lavorato sui materiali. La struttura e il tetto, per esempio, sono in alluminio mentre per i pannelli laterali si è optato per la vetroresina e materiale pla­stico leggero e resistente. Scelte che hanno consentito una ridu­zione di peso, rispetto alla serie 8900, di 200-300 chilogrammi. Quattro i modelli disponibili: 12-12,2 due assi motorizzati con il 7,2 litri da 290 cavalli e due modelli 6×2 da 13,7 e 14,7. Il primo mosso dallo stesso motore dei modelli d’attacco, mentre il top presenta il 9,4 litri tarato a 390 cavalli.

Yutons: mostra i muscoli il colosso cinese

Con oltre 800 metri quadrati di stand Yutong, colosso cinese che nutre forti appetiti per il merca­to europeo (in Islanda opera già  la Yutong Eurobus), si è presen­tato ad Hannover con il cesto pieno. Si parte dallo Zk6121Hq, un interurbano da 12,2 metri da 53 posti (posto handicappato e pedana in optional) mosso dal Cummins Isl8.9 da 340 cavalli o, su richiesta, dal sei cilindri da 9,2 litri Daf da 360 cavalli, entrambi certificati Euro 5. In tandem al motore sono dispo­nibili o il cambio manuale Zf a sei marce o l’automatizzato As Tronic (sempre Zf) oppure il Voith D864.3E. Per il turi­smo, invece, Yutong è sbarcato ad Hannover con due modelli. Il primo è lo Zk6119Ha, un 12 metri motorizzato Cummins da 210 cavalli mentre il secon­do, lo Zk6146Hqka, il top di gamma, è un 13,7 metri Hdh proposto sia con motore cinese (Weichai da 12 litri) oppure con il Cummins da 11 litri o con il Daf da 12,9. Tutti, stando alle informazioni ufficiali, certificati Euro 4. A chiudere il ‘capitolo’ Yutong, ci pensa il Fuel Celi Zk6125Egaa, un urbano da 11,9 metri che testimonia i grandi in­vestimenti del governo cinese.